[x.y.u.]
Sono sempre a testa china sulla stesura del libro. Sta prendendo forma come si dice, ha una colonna vertebrale, ha un cuore. Naturalmente vuole essere nutrito: più lo faccio con regolarità e costanza più lo si vede crescere e pulsare, ovvio, naturale. A un certo punto la pagina bianca ha cominciato a fare le bizze. Rimaneva bianca e non fioriva, non era più quell’humus dal quale le cose venivano fuori alla prima goccia di pioggia ma piuttosto uno spazio muto, un terreno esausto. Mi sono accorto allora di avere accumulato in memoria un bel po’ di materiale e ho cominciato a lavorare su quello, pensando che fosse materia densa, da diluire e far levitare, da far crescere su se stessa per poi lavoraci su di lima e di scalpello. Le pagine hanno ripreso a crescere, come se ogni riga di cui erano composte avesse avuto a sua volta la capacità di allargarsi ed esplodere. Le cellule hanno ripreso a moltiplicarsi, la sostanza ha ricominciato a suppurare, a fluire.
Fin dall’inizio ho avuto come la certezza inconscia che tutto ciò che sarebbe venuto fuori avrebbe avuto un marcato carattere magmatico. Prima di tutto perché è tale la natura del mondo interiore: ogni suo luogo, ogni sua creatura, altro non sono che creazioni provenienti da una materia fluida e incandescente, che ha potuto trovare forma soltanto dopo una serie innumerevole di cambiamenti e rimescolamenti, di assestamenti e raffreddamenti. La mia stessa scrittura ha ereditato tale carattere: spesse volte la si vede generare la narrazione soltanto dopo un processo di solidificazione, la si vede comporsi e strutturarsi per poi mutare di nuovo in una natura liquida e tuffarsi in un alternarsi di luci ed ombre, oscillando tra stati di coscienza sommersa, obnubilata e stati di lucidità risorta e rafforzata, riacquistata. Sono dinamiche a cui cerco di fare riferimento costante sostanzialmente per un motivo: perché sono le stesse attraverso le quali ogni uomo e ogni donna, da sempre, sono costretti a passare quando si trovano a compiere una qualsiasi intima evoluzione, una guarigione, una conquista o un cambiamento interiore in generale.
E fondamentalmente il libro parla di questo.
Dicevo del materiale accumulato: soltanto dopo ho cominciato a pensare ad una sorta di traccia con la quale organizzarlo e strutturarlo. Forse questa era un’operazione da compiere più a monte, ma nella mia inesperienza ho voluto dar prima spazio al caso e a quella componente irrazionale che spesso è il combustibile di tanti bei pastrocchi creativi. Solo più tardi mi sono riservato il privilegio di dare una passata di shit detector alla roba che era venuta fuori: è un’operazione sempre necessaria, difficilmente il metallo prezioso lo si trova allo stato puro, ma piuttosto fuso e mischiato con tanta altra roba che toccherà scartare. Non è sempre piacevole estrarre la roba buona e gettare il resto, soprattutto se lo fai su una pagina che hai scritto di recente: magari per quelle quattro-cinquemila battute hai speso una mezza giornata, ed è più che sacrosanto che ti girino le palle quando ti accorgi che se ne salva, quando va bene, soltanto un terzo. Allora preferisco tirar fuori le forbici per pezzi un po’ datati, vuoi perché così ho dimenticato il tempo che mi ci è voluto per scriverli, vuoi perché l’aurea regola di far decantare per un po’ le cose è sempre valida. A questo punto c’è ancora molto da fare: le pagine che ho in mano hanno bisogno di un mucchio di ritocchi ed interventi, a queste ne debbo aggiungere altre; alcune verranno fuori sicuramente per “lievitazione” altre, si spera, compariranno piene e brulicanti quando fino a poco prima erano candide e deserte. In tutta sincerità non so di quanto altro tempo avrò bisogno per chiudere la cosa: potrei dire sei mesi, un anno o due, ma tra le tante cose che non so fare c’è anche il rispettare le scadenze. Forse lo si è capito che non mi piace avere il fiato sul collo: perché correre e sbattersi tanto quando poi, tutto ciò che è evoluzione, conversione e creazione, altro non è che è un incantevole, misterioso elogio della lentezza?














