[Questo e altro]
Dovrebbe venirmi il magone a pensare a come, più della pagina scritta, tirano e rendono tanti altri mezzi e altri mondi, a come il loro potere di intrattenere e rappresentare appaia estremamente più fascinoso della lettura. Dovrebbe venirmi il magone, ma non succede. Non perché sia convinto di chissà quale potenzialità o prerogativa esclusiva della parola scritta, quanto perché scrivere è la cosa che mi riesce meno peggio delle altre. Meglio questo che niente, penso insomma per tirarmi su. Come sanno gli aficionados, quel che ho da dire lo sto riversando in un lavoro del quale poco ho detto se non che sarà un romanzo. Finora il personaggio è uno solo, e con tutta probabilità, sarà lui il protagonista. Se ne aggiungeranno degli altri ma so già che alla fine il motore di ogni cosa sarà lui solo, con tutta la mole di mondo interiore che va spargendo intorno ad ogni passo. Non voglio dire molto di lui, per non rovinare la sorpresa, se non che già al mattino, appena sveglio, è piegato sotto il peso degli incubi notturni; a mezzogiorno è alla sua quindicesima sigaretta e per tutta la giornata non fa che andare alla ricerca di pezzi con cui ricostruirsi, riappropriarsi della vita e di un futuro che, da qualsiasi parte lo si guardi, non lascia presagire nulla di buono. Ancora un barboso omaggio alle paranoie e agli sbrocchi dell'uomo moderno? L’ennesimo poema/monumento alla follia? Vorrei che non lo fosse, ma può benissimo succedere che alla fine lo sia. Sto tentando di stare alla larga da ogni compiacimento o frequentazione morbosa della tematica. Ciò che ho a cuore è che comunque venga fuori una stella in più nel cielo di chi naviga o navigherà per analoghi vissuti. Magari per dare davvero una mano, forse, sarebbe meglio gettarsi in tutt'altra impresa: farsi in quattro contro l'uso di ogni tipo di droga, per dirne una, così da eliminare quella che è la prima causa del manifestarsi di patologie come psicosi e depressioni. Ma rimarrebbe la categoria di coloro che sono nella corrente, nel punto dove l'acqua è più nera e più profonda, dove il gorgo è più vorace. Quando il pensiero va a costoro la scrittura si scioglie di remore e complessi; stili, strutture e quant’altro non hanno più molta importanza: c'è soltanto quest'uomo che ama accenderne una con la cicca della precedente, che mette su gli anfibi negli inverni come nelle estati, la sua ricerca continua e ossessiva di uno straccio di prova della reversibilità del suo stato, della reale possibilità del ritorno. Spendo il tempo ad affidare alla parola la testimonianza di come tale ritorno si sia pienamente realizzato, di come la vita abbia attecchito in quello che sembrava il luogo più infecondo dell’intero universo; se poi qualcuno pensa che ci si possa mettere in piedi una serie tv o un videogame o al più un giuoco da tavolo si faccia pure vivo.
in foto: green liquid sky
in foto: green liquid sky



4 commenti:
Anche una canzonetta da far cantare al principe va bene uguale.
con le tue parole sai toccare corde profonde,fidati!!!
@Elistubby: vero, tocca fidarsi.
ma che fine hai fatto, Ale?
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